Ci sono progetti di vita che prendono forma lentamente, maturando nella paziente trama che intreccia studio, tempo e dedizione. Il percorso formativo di Luciano Mandolfo, allievo della Scuola Superiore di Catania che si appresta a varcare le soglie, ancora sconosciute, della città di Oxford, racconta una vocazione profonda e un’idea di formazione che mira entusiasticamente a orizzonti internazionali, restando, però, saldamente ancorata alle proprie radici.

Dopo la laurea triennale in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Catania, Luciano Mandolfo, grazie alla prestigiosa Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship, proseguirà il proprio percorso accademico con un programma di studi biennale presso l’Università di Oxford, dove svilupperà un progetto di ricerca sulla protostoria egea nell’ambito dell’MPhil in Classical Archaeology.

Il programma filantropico Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship sostiene i migliori talenti italiani nel loro percorso di studio e ricerca all’estero.

Giunto alla dodicesima edizione, il programma ha recentemente selezionato 74 nuovi borsisti – tra cui Luciano Mandolfo – portando a 561 il numero complessivo dei beneficiari. Con un contributo annuale fino a un milione di euro, la Fondazione intende valorizzare le potenzialità delle nuove generazioni e rafforzare il legame tra eccellenza accademica e sviluppo del Paese.

Non è la prima volta che un allievo della Scuola Superiore di Catania ottiene tale riconoscimento: l’istituzione, infatti, è partner della Fondazione Zegna e, nell’ambito di questa collaborazione, si occupa di preselezionare i propri allievi e le proprie allieve laureandi o neolaureati interessati a candidarsi all’iniziativa.

Da questi presupposti prende avvio la mia conversazione con lui, in un caldo pomeriggio di fine agosto. Il giardino di Villa San Saverio, sospeso tra il torpore estivo e i fermenti della ripresa, diventa lo sfondo naturale di uno stimolante dialogo su studio, memoria e futuro.

Il tuo percorso alla Scuola Superiore di Catania si è svolto all’insegna di una rigorosa formazione classica. In che modo questa esperienza ha contribuito a definire non solo il tuo metodo di studio, ma anche la tua comprensione del mondo antico?

A mio avviso, una solida preparazione classicista costituisce un pilastro imprescindibile per chiunque intenda approcciarsi agli studi di antichistica con serietà e rigore. In questo campo ritengo fondamentale tanto lo studio dei testi antichi e della loro trasmissione, quanto quello della cultura materiale e della storia.

Per questo motivo sostengo che, ancora oggi, un archeologo agli albori della propria carriera non possa prescindere dalla padronanza del greco e del latino con le loro rispettive letterature e da una conoscenza completa e puntuale della storia antica”. 

Oxford rappresenterà una tappa decisiva nel tuo percorso accademico. Cosa ti ha spinto a scegliere il MPhil in Classical Archaeology?

Ho sempre considerato l’Università di Catania e la Scuola Superiore del nostro Ateneo un ottimo centro di formazione per gli studi di antichistica, che non ha nulla da invidiare nemmeno a un centro dal notevole prestigio internazionale come Oxford. Ciò che, però, mi ha particolarmente attratto del contesto accademico inglese è l’approccio scientifico sviluppatosi a partire dall’esperienza dell’archeologia post-processuale degli anni Settanta, che ha profondamente rinnovato il modo di concepire l’archeologia a livello teorico fino ai nostri giorni.

Parlaci del percorso di ammissione a Oxford e del progetto di ricerca che porterai avanti.

I criteri di ammissione per il MPhil comprendevano: la carriera universitaria e il curriculum del candidato, due saggi scientifici redatti durante il percorso di studi, tre lettere di raccomandazione da parte di docenti universitari, una lettera motivazionale e, soprattutto, la presentazione di un progetto di ricerca destinato a confluire nella tesi finale a Oxford. La mia proposta è incentrata su tematiche di protostoria dell’Egeo, con un’attenzione particolare alla tarda età del bronzo a Creta. Questo programma magistrale rappresenta una fase preparatoria per la futura ammissione al dottorato.

La Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship premia eccellenza, visione e impegno etico. Come funziona il processo di selezione e cosa ha significato per te diventare un nuovo borsista?

“La Fondazione opera in tre fasi. Inizialmente, vi è una preselezione operata dagli istituti universitari con cui la Fondazione Zegna collabora, tra cui vi è anche la Scuola Superiore di Catania, che presenta annualmente due candidature. Successivamente, si compila un dossier dettagliato sul background accademico e umano del candidato, sulle sue necessità economiche e sulla sua volontà di contribuire concretamente al futuro della società italiana. Infine, è previsto un colloquio orale, che, nel mio caso, si è tenuto a Milano lo scorso 18 maggio, a seguito del quale la Fondazione ha comunicato che avrebbe coperto la maggior parte della mia retta universitaria.

Essere selezionato è stato motivo di profonda gratitudine verso la Fondazione Zegna, ma ha anche rappresentato l’assunzione di una responsabilità etica e civica. Il senso autentico della borsa, infatti, consiste nel promuovere la formazione all’estero con l’obiettivo del rientro degli studenti selezionati, al fine di limitare la fuga dei cervelli. In tale visione mi rispecchio pienamente, dal momento che vorrei che il mio futuro accademico si espleti in Italia e, preferibilmente, nella nostra Sicilia. In fondo, questa è anche la missione sociale della Scuola Superiore di Catania: formare per restituire, affinché la crescita individuale diventi risorsa per la collettività.

In questo senso, l’evento organizzato dalla Fondazione Zegna lo scorso 18 luglio a Milano per celebrare i nuovi borsisti è stata un’occasione preziosa di condivisione e networking, volto sia a favorire connessioni accademiche e professionali con altri giovani di talento, sia a rafforzare lo spirito di comunità che anima il progetto.

In un’epoca segnata da accelerazioni vertiginose e da una memoria sempre più fragile, quale ruolo può assumere oggi l’archeologia classica nel promuovere una consapevolezza storica diffusa?

Credo fermamente nella valorizzazione degli studi umanistici e sociali come strumento indispensabile per una società evoluta, orientata verso una memoria condivisa e una consapevolezza storica accessibile a tutti i cittadini. In questa prospettiva, ritengo che gli archeologi contribuiscano, insieme a molti altri studiosi di ambiti affini, alla realizzazione di una società migliore.

Se potessi riavvolgere il nastro e scegliere un singolo frammento del tuo percorso alla Scuola Superiore di Catania da portare con te come bussola, quale sarebbe?

Scegliere un solo momento di questi tre intensissimi anni è difficile, ma ne cito due emblematici: il primo, le domande di storia greca che mi posero i colleghi più grandi nei miei primi giorni a Scuola, che mi rammentarono come la vittoria del concorso di ammissione fosse l’inizio di un percorso di formazione, non il punto di arrivo; il secondo, il grande sostegno ricevuto dalle stesse persone durante il primo semestre universitario, specialmente a ridosso dei primi esami. A mio avviso, questi due momenti racchiudono il senso profondo dell’essere allievi della Scuola: la capacità di mantenere i piedi saldamente ancorati a terra nell’affrontare le sfide accademiche e la prontezza costante nell’aiutare e sostenere i propri compagni, nel solco dello spirito di comunità che caratterizza questa Istituzione.

Vittoria Gugliotta, Redazione SSC UniCT

“Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” William Shakespeare

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

L’internazionalizzazione delle conoscenze e delle competenze è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in aggiunta alle molteplici opportunità fornite in loco, possono ampliare la propria formazione con esperienze uniche, per qualità e prestigio, in contesti internazionali e particolarmente adatti ai propri interessi di ricerca. Anche una volta completato il percorso presso l’Università di Catania, la Scuola supporta i propri allievi nella prosecuzione del proprio cammino formativo e professionale, in Italia e all’estero. 

Come accedere

Villa San Saverio è la residenza che viene garantita, gratuitamente, a tutti i vincitori del concorso di ammissione. Tuttavia, la formazione degli allievi travalica tale residenza, estendendosi a tutti i luoghi che possono fornire la più variegata e stimolante offerta formativa #beyondSSC! 

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