Da piccolo mi domandavo perché la letteratura, le scrittrici e gli scrittori in carne e ossa, fossero così distanti – geograficamente, intellettualmente, spiritualmente – dalla mia vita. Non conoscevo la letteratura nel senso accademico del termine, ma la letteratura, nella sua più umana sfaccettatura, conosceva me. Crescendo – mestiere complicato crescere – ho conosciuto la città e con essa la consapevolezza che le scrittrici e gli scrittori che studiamo non esistono solo nei manuali e nel canone: sono intorno a noi, al di fuori di un canone che, forse, ricreano.

.In Sicilia – oggi più di ieri – siamo quelli che restano ma che prima fuggono. Quindi, siamo anche quelli che tornano.

Lo studio, il lavoro, il futuro: realizzarsi nell’isola, concorrere per il proprio sogno sembra spesso impossibile. Ed è dal desiderio di ricordare che i nostri luoghi hanno una voce e che, questa voce, può presto trasformarsi in parola, che nasce Logos. Parole dal Mediterraneo.

La scrittrice messinese Nadia Terranova, già due volte finalista del Premio Strega, ha deciso che anche il nostro territorio – quello di una Sicilia non solo turistica, ma anche cosciente, letteraria – può essere terra in cui ai sogni è consentito credere.

Logos, diretto da Nadia Terranova e organizzato da Kalos e dall’Associazione Urania, è un evento per chi resta e per chi arriva. Nel porticato di Villa Filippina a Palermo, dal 24 al 27 settembre 2026, sono state più di quaranta le realtà editoriali che hanno partecipato, delle quali la metà siciliane. Tra gli ospiti presenti – oltre 150 tra nazionali e internazionali – ci sono stati anche Jonathan Coe, Maylis de Kerangal e il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega Michele Mari. Tra le voci siciliane – e non solo – che hanno preso parte agli incontri ricordiamo, invece, Francesca Giannone, Nicoletta Verna, Lorena Spampinato, Stefania Auci, Mattia Corrente e Maria Attanasio; ma anche gli attori e registi Ficarra e Picone e il giornalista Gianni Riotta.

In questo clima senza età – in cui si restituisce lentezza a un tempo sempre più veloce – si sono svolte, inoltre, attività di show-cooking e degustazioni, incontri culturali focalizzati sulla Sicilia e sul Mediterraneo come crocevia geopolitico, dialoghi sulle genealogie letterarie, panel incentrati sulla storia e il ruolo delle donne nella letteratura e concerti live.

«Logos per me è la conferma dello sguardo plurimo del Mediterraneo e di come un festival ambizioso possa e debba saper raccontare più volti dello stesso mare. Non uno, dunque, ma più Mediterranei, come ci hanno insegnato Predrag Matvejevic, Fernand Braudel, David Abulafia. La strada intrapresa, a mio parere, è quella giusta».

Andrea Giuseppe Cerra, giornalista, La Repubblica.

Durante l’evento è stata, inoltre, presentata l’antologia Radici di carta (Kalos, 2026), curata da Nadia Terranova e Stefania Auci. L’opera raccoglie i testi de Gli Olmi, un collettivo di scrittrici e scrittori siciliani impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle biblioteche e degli archivi siciliani. In questo spazio, nelle parole ascoltate de Gli Olmi, emerge un grido che promette di restituire dignità e storia al patrimonio culturale della nostra geografia. Chi scrive, attraverso reportage, racconti e memoir, ripercorre lo spaccato degli ambienti culturali dell’isola.

Ed è proprio questa antologia che mi porta a pensare a quella restanza di cui lo scrittore Vito Teti è stato precursore. In Logos c’è il desiderio di accogliere, immaginare, conoscere e crescere. È un luogo di approdo per chi arriva e per chi resta: per chi sa che restanza significa anche partire, fuggire e tornare con uno sguardo nuovo.

«Logos rappresenta la possibilità di far vivere Palermo come il cuore pulsante del Mediterraneo. Mi piace che si veda la possibilità delle arti tradizionali dei nostri luoghi – i pupari, il cinema, tutta la letteratura che racconta del nostro territorio – di intrecciarsi con tutte le arti del bacino mediterraneo – tra Spagna, Turchia e Tunisia – fino ad arrivare a mondi lontani, come la letteratura atlantica o russa. Mi piace l’idea che si parta dal Mediterraneo per arrivare in mille direzioni. Tra gli ospiti di questa prima edizione abbiamo avuto Mimmo Cuticchio, ma anche la scrittrice tedesca Ràvik Strubel. Mi piace che ci sia questo dialogo tra culture e arti, e che parta proprio dalla capitale della Sicilia».

Nadia Terranova, scrittrice e direttrice artistica di «Logos»

Logos, con oltre dodici mila presenze alla sua prima edizione, è dunque il fermento di una terra che resiste e ci ricorda che la cultura e la letteratura possono essere ascoltate, assaporate e vissute nel contatto con gli altri. Logos è la parola da cui nasciamo, che spesso dimentichiamo, e che crescendo reimpariamo ad abitare.

Josè Ruggeri, Allievo SSC UniCT

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