Animati da curiosità e senso civico, 16 allievi della Scuola Superiore dell’Università di Catania guidati dalla Presidente Ida Angela Nicotra e dai Borsisti SSC Annalisa Pappalardo e Giuseppe Trovato, sono stati protagonisti di un viaggio d’istruzione a Strasburgo dal 13 al 17 settembre, un’iniziativa promossa nell’ambito del progetto SAFI3.
Un fitto calendario di incontri ci ha guidati all’interno dei luoghi simbolo che costituiscono il cuore dell’attività istituzionale, negli spazi in cui una bandiera a dodici stelle ci ricorda che i Paesi che abitiamo ci appartengono a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla cultura. Nella diversità vive l’unità della coscienza di crescere e progredire sotto il credo delle istituzioni che ci rappresentano.
Dopo esserci lasciati incantare dal fascino intramontabile della città – tra le vie della Petite France, i Ponts Couverts, l’energia di Place Kléber (e perfino le giostre di Place Gutenberg), fino alla Cattedrale Notre-Dame – il nostro percorso ci ha condotti al cuore istituzionale della città.
Eccoci, così, giunti alla nostra prima meta: la Corte europea dei diritti dell’Uomo.
È proprio al suo interno che prende forma la tutela della Convenzione europea – firmata a Roma nel 1950 – , nonché l’organo giudiziario chiamato a vegliare quotidianamente sui diritti e sulle libertà fondamentali di ogni cittadino.
Il meccanismo che si applica è molto chiaro: non si può interpellare subito Strasburgo. Prima è necessario percorrere tutte le vie della giustizia del proprio Paese, dando così all’ordinamento nazionale la possibilità di correggere l’errore da solo. Soltanto quando i tribunali interni hanno pronunciato la parola fine, si aprono i cancelli della Corte. A quel punto, a bussare alla sua porta può essere un singolo cittadino, un gruppo di persone, un’associazione o persino un altro Stato. Ciò che conta è che la causa sia sempre intentata contro uno Stato, mai contro un privato.
Se la Corte stabilisce che lo Stato ha effettivamente calpestato un diritto fondamentale, scatta l’obbligo di rimediare. Lo Stato deve fare tutto il possibile per cancellare l’errore e riportare la situazione a com’era prima della violazione, qualora non fosse possibile si ricorre ad una sanzione pecuniaria.
Ed è su queste parole, e sulla maestosa architettura che costruisce la Corte, che la nostra prima giornata si conclude con la consapevolezza che essere cittadini, ed essere cittadini europei, è un nostro dovere ma anche un nostro diritto.
“BIENVENUS AU PARLEMENT EUROPÉEN”
È questo l’ accogliente saluto che inaugura la nostra nuova giornata a Strasburgo, definita dalla visita al cuore pulsante della politica continentale: il Parlamento europeo. Non si tratta soltanto del luogo in cui vengono prese decisioni per il futuro dell’Unione, ma della casa di tutti i cittadini europei, rappresentati direttamente dai deputati eletti nei vari Stati membri.
Il momento più suggestivo dell'intera giornata ci conduce all'ingresso in aula durante una delle dodici sessioni plenarie annuali. Dalle tribune riservate al pubblico abbiamo avuto la fortuna di assistere dal vivo al momento delle votazioni e al dibattito tra gli eurodeputati. Presenziare a una plenaria equivale a sentire sulla propria pelle la responsabilità delle decisioni della democrazia europea: un'occasione unica per immergersi nell'atmosfera del più grande parlamento transnazionale del mondo. Il Parlamento lavora fianco a fianco con il Consiglio per scrivere e modificare le leggi dell'UE, vigilando al tempo stesso sul lavoro della Commissione e collaborando con i singoli parlamenti nazionali. Ma c'è di più: il Parlamento non si occupa solo di Europa: difende la democrazia, la libertà di parola e le libere elezioni in tutto il mondo.
La nostra ultima tappa ci conduce, infine, nel luogo che incarna i valori più profondi del nostro continente: il Consiglio d'Europa, la principale organizzazione di difesa dei diritti umani in Europa. Tutti gli stati membri del Consiglio d'Europa sono segnatari della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, un trattato concepito per proteggere diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. Questa istituzione lavora ogni giorno al fianco dei Governi per combattere la corruzione, tutelare le minoranze e promuovere leggi internazionali contro la violenza sulle donne e i crimini informatici, avvalendosi anche del prezioso supporto legale della Commissione di Venezia. Concludere il nostro viaggio in questo luogo ci fa sentire consapevoli e ci ricorda un messaggio di grande speranza ed evoluzione: è grazie al Consiglio d'Europa se oggi, in nessuno degli Stati membri, esiste più la pena di morte.
Con un giro sul battello al tramonto, tra i canali di Strasburgo, abbiamo detto au revoir a questa incantevole città. Torniamo a casa con la consapevolezza che questi giorni non ci hanno solo arricchito dal punto di vista culturale, ma hanno piantato dentro di noi un seme prezioso: la consapevolezza viva e concreta che l’Europa si costituisce dalle istituzioni che rappresentano il riflesso dell’identità e del desiderio di sviluppo di ciascun cittadino.
L’esperienza a Strasburgo ha concluso perfettamente il percorso già avviatosi con i precedenti viaggi a Roma e New York. Le politiche pubbliche non sono più un concetto astratto stampato nei libri, ma un’esperienza che ho potuto vivere a livello nazionale, europeo e mondiale!
Alessandro Motta, studente in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations
La visita alla Corte europea dei diritti dell’uomo è stata di straordinario interesse, perchè ci ha permesso di osservare da un’angolazione privilegiata uno degli attori che hanno inciso maggiormente sul nostro ordinamento, orientandolo verso una sempre maggiore tutela dei diritti fondamentali. Della visita al Consiglio d’Europa, è stata preziosa la possibilità di ammirare l’emiciclo racchiuso all’interno del palazzo, un gioiello progettato dall’architetto francese Henry Bernard. Inoltre, ho particolarmente apprezzato la possibilità di confrontarci a tu per tu con un funzionario del Consiglio, che ci ha illustrato alla luce della sua personale esperienza le difficoltà e le sfide che precedono l’adozione delle convenzioni internazionali dei cui effetti beneficiamo.
Riccardo Vigneri, studente in Giurisprudenza

Chiara Calì, allieva SSC UniCT
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La formazione d’eccellenza è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in parallelo alle lezioni all’università, seguono in loco i corsi specialistici e vivono occasioni di formazione uniche.
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Sono frequenti le possibilità per gli allievi di conoscere personaggi del mondo della cultura e della scienza, oltre che menti brillanti del mondo accademico, italiano e internazionale, e poter con loro dialogare direttamente attraverso interviste, colloquia, attività redazionali.
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