I SuperTalks della Scuola Superiore dell’Università di Catania sono tornati con un nuovo appuntamento, debuttando nel cuore della città, sul palco del Teatro Sangiorgi. 

L’evento, finanziato nell’ambito del progetto SAFI3 con Fondi PNRR, ha visto un dialogo sul futuro tra rigore dei conti, capitale umano e sostenibilità sociale, con la partecipazione di due figure di spicco nel panorama economico e istituzionale italiano: Carlo Cottarelli, per anni ai vertici del Fondo Monetario Internazionale e già senatore, e Giovanna Melandri, economista e per ben due volte Ministra della Repubblica.

A fare gli onori di casa la Presidente della Scuola, la Professoressa Ida Nicotra, che in apertura ha sottolineato l’obiettivo che quotidianamente si pone una realtà d’eccellenza come la Scuola Superiore di Catania: sostenere giovani meritevoli in un percorso di alta formazione, nel solco di quanto previsto innanzitutto dalla Costituzione Italiana.

Responsabilità e merito

Il dialogo, guidato sapientemente dal Professore Rosario Faraci, ha visto i due ospiti confrontarsi sul tema “Numeri e Valori: la sostenibilità economica e il bene comune”, dando vita ad un dibattito che è andato oltre le sole cifre, toccando le corde dell’etica pubblica e della responsabilità verso le nuove generazioni.

Come si conciliano il rigore dei conti pubblici con la giustizia sociale? È possibile costruire un modello di sviluppo che unisca efficienza ed equità in un mondo segnato da transizioni digitali e crisi geopolitiche? Sono stati questi alcuni interrogativi a cui l’ex commissario alla spending review e l’ex Ministra hanno provato a rispondere nel corso della serata.

In particolare il Professore Cottarelli ha posto l’accento sulla necessità di una Pubblica Amministrazione che funzioni secondo logiche di risultato e non solo di adempimento burocratico: “in Italia è sempre valsa la logica dell’adempimento su quella del risultato” – ha affermato, sottolineando invece come per avere giustizia sociale sia fortemente necessario avere istituzioni efficienti.  

Decisamente evocativa l’immagine dell’Italia paragonata metaforicamente ad un’automobile, la quale, avverte Cottarelli, potrà procedere nella direzione giusta e in modo spedito solo se verranno date le giuste priorità alla spesa pubblica, attraverso una valorizzazione del capitale umano ed un convinto investimento in istruzione e formazione, aspetti tutt’altro che marginali, ma anzi potenti generatori di ricchezza economica e civile.   Ed inserendosi esattamente nello spirito della Scuola ha inoltre segnalato la necessità di massimizzare il merito nell’apparato burocratico.

Sfide attuali e impatti

Ciò che è emerso con evidenza dall’incontro è che siamo in una fase di enormi cambiamenti e di transizioni: il primo, con cui tutti conviviamo quotidianamente, è quello digitale. La domanda che sorge spontanea è, in un contesto in cui i social, piattaforme progettate per catturare l’attenzione più che per formarla, favoriscono disinformazione e una conoscenza sempre più superficiale, come possiamo far dialogare davvero cultura e tecnologia?

Melandri, già Ministra per i beni e le attività culturali, è stata netta: «qualcosa con i social è andato storto».
Nati per connettere, sono diventati strumenti che generano polarizzazione, paura, rabbia e disinformazione. «Bisogna resistere all’era della dopamina», ha detto, indicando la dipendenza da engagement come un rischio neurologico e sociale.

La tecnologia non va demonizzata, ma governata, e progettata attorno ai bisogni dell’essere umano, non a quelli del profitto finanziario.

In ambienti economico-finanziari, nel nostro Paese ancora persiste un divario retributivo tra uomini e donne, ma il governo cosa può fare?

Sul gender pay gap Melandri ha ricordato che la direttiva europea sulla rendicontazione non finanziaria impone alle imprese obiettivi chiari anche sul piano sociale, inclusa la parità retributiva.
Il problema? L’Europa sta discutendo modifiche che rischiano di “annacquare” quella norma. «La prima cosa da fare è non tornare indietro», senza obblighi trasparenti, tutto si riduce a slogan e mera retorica.

Durante il SUPERTalk uno dei temi affrontati è stato quello dell’impatto e della sostenibilità delle attuali scelte economiche. Melandri ha illustrato la strada che la sua fondazione (Human Foundation), insieme a una rete globale di organizzazioni, porta avanti da oltre un decennio: l’impact economy.
Non un rifiuto del capitalismo, ma la sua evoluzione: negli investimenti non bisogna più considerare solo i due fattori tradizionali, rischio e rendimento, ma aggiungerne un terzo: l’impatto.
Se si misura, si governa, si può cambiare.

I dati lo confermano, non è utopia: dagli investimenti di poche centinaia di miliardi si è passati a trilioni a livello globale. La sostenibilità, lontano dai proclami, è già un vantaggio competitivo.

Il giornalismo può così trasformarsi in una macchina empatica, in grado di far comprendere anche la violenza e la rabbia che irradiano “i figli dell’odio e della guerra”, oltrepassando la semplificazione dei bias di conferma e le polarizzazioni fuorvianti. 

 

Chi vincerà il futuro?

Per entrambi gli ospiti, la risposta è una sola: chi saprà fare della sostenibilità un paradigma reale, e non un’etichetta. Melandri ha ricordato che gli incentivi alla transizione sono strumenti decisivi, e che non esiste alcuno studio serio che dimostri una riduzione della competitività legata alla sostenibilità. Anzi, accade il contrario.

L’incontro, si è concluso con un forte richiamo ai giovani e al futuro, con lo sguardo rivolto alle importanti sfide che attendono le nuove generazioni, tra crisi complesse ed opportunità da cogliere, partecipazione e politica.

Il messaggio lanciato dal palco del Teatro Sangiorgi però è chiaro: dietro ciascun indicatore o percentuale vi sono vite e comunità, con doveri da adempiere e diritti da tutelare.

Questo incontro non è stato solo un momento divulgativo, ma un esercizio civico.
Un confronto in cui economia, etica e politiche pubbliche hanno smesso di essere compartimenti stagni e sono tornate ad essere questioni di cittadinanza.

Ed è proprio questo lo spirito dei SuperTalks: creare un ponte vivo tra la Scuola Superiore e il territorio, tra sapere e responsabilità, tra chi studia e chi ogni giorno prova a realizzare un presente equo e sostenibile.

Mariachiara Regolo, allieva SSC UniCT

Filippo Fantauzzo, allievo SSC UniCT

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

La formazione d’eccellenza è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in parallelo alle lezioni all’università, seguono in loco i corsi specialistici e vivono occasioni di formazione uniche. 

Opportunità

Sono frequenti le possibilità per gli allievi di conoscere personaggi del mondo della cultura e della scienza, oltre che menti brillanti del mondo accademico, italiano e internazionale, e poter con loro dialogare direttamente attraverso interviste, colloquia, attività redazionali. 

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