Quali sfide attendono la ricerca umanistica nel 2025?
In un’epoca in cui gli effetti della rivoluzione digitale interessano visibilmente il mondo accademico e lavorativo, anche il modo di concepire gli studi filologici e letterari sta cambiando, determinando una relazione sempre più stretta tra due campi del sapere capaci di dialogare tra loro più di quanto si possa immaginare.

All’interno di questa duplice rivoluzione, sapersi orientare diventa uno dei requisiti fondamentali per comprendere e sfruttare con consapevolezza l’apporto che il digitale è in grado di offrire a chi dedica i propri studi o la propria carriera alle scienze umanistiche, senza correre il rischio di farsi trovare impreparati.

Proprio da questa convinzione nasce “Etnatext – Per una formazione umanistica al digitale”, Autumn School organizzata dal Centro d’Informatica Umanistica del Dipartimento di Scienze Umanistiche (CINUM) e dalla Scuola Superiore dell’Università di Catania (SSC), pensata per fornire a studiosi e professionisti gli strumenti adeguati per indagare la realtà tanto complessa quanto imprescindbile delle Digital Humanities.

Un’iniziativa dal carattere pioneristico, che si è svolta nella sua prima edizione nella cornice di Villa San Saverio dal 29 al 31 ottobre 2025, in tre giornate intense e ricche di appuntamenti: dopo un’introduzione iniziale alla codifica dei testi secondo la marcatura XML-TEI e una breve presentazione dei progetti di ricerca curati dal CINUM nell’ambito della filologia e della lessicografia digitale, ad aprire i lavori è stato l’intervento del Prof. Antonio Sichera, responsabile di Etnatext, del Prof. Antonio Di Silvestro, direttore del CINUM, e della Prof.ssa Ida Nicotra, Presidente della Scuola Superiore dell’Università di Catania.

A seguire, un’agenda fitta di appuntamenti ha visto l’alternarsi di incontri di carattere seminariale tenuti da specialisti ed esperienze laboratoriali curate dal CINUM.

Passando da una prospettiva teorica e generale sui principi e le prospettive della filologia digitale (Prof. Franz Fischer – Università Ca’ Foscari Venezia), si sono analizzati specifici progetti di digitalizzazione, come Saba 1919 (prof.ssa Marina Buzzoni – Università Ca’ Foscari Venezia) e Carte d’autore online (prof. Simone Magherini – Università di Firenze), fino ad arrivare ad approfondire aspetti più propriamente computazionali, come i Large Language Models applicati ai testi letterari (Prof. Federico Boschetti e Prof. Angelo Mario Del Grosso – Istituto di Linguistica Computazionale-CNR), la lessicografia digitale (Prof. Salvatore Arcidiacono – Università di Catania) e lo studio concordanziale per l’analisi dei testi letterari (Prof.ssa Michaela Mahlberg – University of Birmingham); non è mancato un dibattito sull’impiego delle Digital Humanities nella didattica (prof. Paolo Monella – Università Kore Enna).

Durante i laboratori, in particolare, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di mettere in pratica le competenze acquisite nelle attività seminariali, cimentandosi con strumenti come i sistemi di IA generativa, sperimentando come questi possano essere funzionali all’annotazione di un testo mediante la costruzione di prompt efficaci, ma anche con programmi più specifici come Oxygen XML Editor ed Exist-db, per osservare concretamente in cosa consiste la codifica digitale di un testo.

“Etnatext” si è mostrata una preziosa occasione di incontro tra saperi e competenze, secondo un approccio iterdisciplinare che mostra da un lato come gli studi umanistici si caratterizzino per la loro natura sempre più dinamica, e dall’altro come il digitale, a sua volta, possa costituire un prezioso alleato di ricerca: strumenti come la codifica dei testi, ad esempio, permettono di realizzare edizioni critiche digitali con potenzialità impensabili prima dell’avvento delle digital humanities; d’altra parte, applicazioni come la lessicografia digitale hanno a loro volta contribuito allo sviluppo e alla valorizzazione dei sistemi informatici, confermando l’interdipendenza tra formazione umanistica e mondo digitale.

Un binomio, questo, già presente nel titolo della stessa Autumn School, che costituisce soprattutto una sfida da cogliere per chi, ai nostri giorni, sceglie di intraprendere un percorso accademico o lavorativo di stampo filologico – letterario, in un rapporto dialettico tra tradizione e innovazione che, se compreso con gli strumenti giusti, è in grado di offrire scenari ancora inesplorati.

Marianna Vinciguerra, Redazione SSC UniCT

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un oceano." Isaac Newton