La Scuola Superiore dell’Università di Catania ha da poco accolto i ventiquattro nuovi allievi e allieve dei Corsi Ordinari di I e II livello dell’anno accademico 2025/2026, sancendo il loro passaggio da candidati trepidanti a giovani studiosi chiamati ad abitare attivamente un luogo che si intuisce già trasformativo.
In questa fase liminale, caratterizzata dall’adattamento alla vita collegiale e dalla scoperta reciproca, c’è chi ha i bagagli ancora da disfare, recando con sé un’eco nostalgica di ciò che ha lasciato; chi, invece, dispone i volumi sugli scaffali con l’impazienza febbrile di chi non attende altro che l’inizio.
Tutti, comunque, condividono lo stesso sguardo proteso verso un orizzonte formativo gravido di sfide, che reclamano di essere vissute con responsabilità e presenza quotidiana.
Le riflessioni di tre nuove allieve ordinarie restituiscono un ritratto della Scuola che rivela, oltre alla sua cornice istituzionale, il volto umano e pulsante di una comunità che si costruisce nel fitto ordito delle relazioni quotidiane.
Annamaria Pia Arena (I anno del CdL Triennale in Lettere – curriculum classico, UniCT) racconta con lucidità la propria ammissione inattesa, nata da una scommessa con se stessa divenuta realtà ancora prima di essere pienamente immaginata.
“La scelta di tentare il concorso di ammissione alla Scuola Superiore di Catania è nata un po’ per gioco, un po’ per mettermi alla prova, un po’ per trasformare la mia passione in uno stimolo per affinare le mie conoscenze.
Dopo l’ammissione sono stata travolta da un turbinio di emozioni contrastanti: la gioia e l’euforia per l’occasione che mi era stata concessa, ma anche la sottile malinconia per la vita che lasciavo.
L’ambiente della Scuola si è rivelato accogliente e confortevole, perché a definirlo davvero non sono le sue quattro mura, ma le ragazze e i ragazzi che lo vivono quotidianamente, guide sicure e affidabili in questo nuovo percorso.
Col passare delle settimane, ho acquisito una serenità d’animo inaspettata. Prima di apprezzare il valore di questo luogo, ero stata assalita dal timore di costruire una nuova vita lontano da casa, dai miei cari, dalle abitudini che mi erano rifugio sicuro. Ho compreso, però, che si può crescere e migliorare solo varcando soglie nuove e misurandosi con ciò che non si conosce. La Scuola Superiore di Catania, in queste prime settimane, mi ha dimostrato che non esiste posto migliore per essere stimolati intellettualmente e per ritrovare, nelle persone che si hanno a fianco, la promessa di una seconda casa“.
“Le mie aspettative sull’esame di ammissione non avrebbero potuto essere più lontane dalla realtà. Durante la preparazione ero certa che non sarei mai stata in grado di superare le mie paure, di tentare fino in fondo e di dimostrare a me stessa ciò di cui ero capace. Eppure, quasi senza accorgermene, sono arrivata alla prima prova.
È in momenti come questo che ci si accorge di appartenere a una delle infinite tipologie umane che popolano gli esami: chi pensa di sapere tutto; chi, pur avendo studiato, lascia che le emozioni prendano il sopravvento; chi mantiene i nervi saldi, pronto a qualsiasi evenienza, come se fosse trascinato dalla corrente di un fiume, seppur attrezzato per fronteggiarla. Ironicamente, mi riconosco in questa metafora fluviale, in quanto ero totalmente ignara di ciò che, pochi giorni dopo, avrebbe segnato il corso della mia vita.
Inizialmente, la Scuola mi è apparsa come un territorio nuovo, vertiginoso, fatto di convivenze inedite e di responsabilità improvvise. Tuttavia, ambientarsi è stato naturale: parlavamo dei nostri primi giorni all’università, diversi per ciascuno ma ugualmente ricchi di scoperte. Ciò che mi ha colpito di più è stato il desiderio di conoscenza e la passione travolgente che ognuno di noi nutriva per il proprio ambito di studio. L’umanità e l’inclusività, infatti, sono le caratteristiche che spiccano di più all’interno della SSC e, anche vivendola solo per poco, si percepisce all’istante la serenità che si respira nella sua comunità. Concludendo, essere allieva della Scuola Superiore di Catania costituisce per me un’opportunità preziosa e spero di vivere un primo anno radioso e stimolante”.
Adriana di Falco (I anno del CdL Triennale in Scienze biologiche, UniCT) ripercorre il proprio cammino con uno sguardo retrospettivo ma già intriso di consapevolezza.
Sabrina Strazzeri (I anno del CdL Magistrale in Biologia Sperimentale e Applicata, UniCT) ripercorre l’attimo esatto in cui la Scuola ha iniziato a svelarsi nella sua dimensione più umana, animata da una comunità alla quale ha sentito di appartenere ancor prima di accedere.
“La Scuola Superiore di Catania, all’apparenza altezzosa e solenne, è in realtà animata da ragazzi ricchi di curiosità e passione, che rappresentano il cuore pulsante di tale istituzione. Sin dal giorno del colloquio di ammissione, sono stata accolta dal loro entusiasmo e dal loro vivo interesse, che mi hanno introdotta nel loro mondo ancora prima di farne effettiva esperienza.
La Scuola è un ambiente travolgente per la densità di stimoli e possibilità che offre: consente di creare un percorso formativo adatto alle proprie attitudini, che ti forgia attraverso il costante dialogo con menti uniche e brillanti. Inoltre, il tempo alla Scuola Superiore di Catania scorre diversamente, perché tra impegni e momenti di gioco si vive un equilibrio dinamico.
In questo ambiente di apprendimento unico, è sorprendente la spontaneità con cui nascono le connessioni: la condivisione di un momento o di una storia dà vita a legami inaspettati e autentici, che diventano parte integrante della quotidianità. Le aule non sono solo ambienti in cui formarsi accademicamente, ma luoghi di ascolto e di comprensione reciproca. Alla SSC, infatti, si intrecciano percorsi ed esperienze di vita differenti, che consentono una crescita interiore reale.
Sono affascinata dall’essenza di questa realtà, certa che mi cambierà profondamente e che lascerà un velo di nostalgia quando diventerà un ricordo. Spero di vivere pienamente ogni esperienza che questo percorso mi regalerà, nell’attesa di scoprire la prossima opportunità”.
Ogni nuovo anno accademico rinnova la promessa di una comunità che si rigenera accogliendo chi arriva. Le tre testimonianze delle nuove allieve, nella loro irriducibile singolarità, attestano una dinamica formativa che eccede i confini dell’apprendimento tradizionale.
Grazie alla dimensione collegiale, si vive in un ecosistema pedagogico che ruota attorno all’incontro tra sollecitazione intellettuale e reciprocità affettiva. Non stupisce, dunque, che tutte e tre le voci convergano sull’esperienza relazionale come elemento costitutivo di un percorso formativo integrale.
Un ruolo cruciale è svolto anche dallo staff della SSC, un’équipe multidisciplinare di guide competenti che orienta il cammino di ciascun allievo con professionalità e cura educativa.
In definitiva, alla Scuola Superiore dell’Università di Catania il confronto con l’alterità (di discipline, di metodi, di biografie) lega indissolubilmente il formarsi come giovani studiosi e il divenire persone capaci di pensiero autonomo, di ascolto autentico e di responsabilità intellettuale verso la propria comunità.

Vittoria Gugliotta, Redazione SSC UniCT
“Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” William Shakespeare