La professione giornalistica al centro delle attenzioni della Scuola Superiore di Catania che ha ospitato, presso la sua sede di Villa San Saverio, e supportato economicamente, nell’ambito delle risorse finanziarie del D.M. 231/2023, che finanzia il potenziamento delle Scuole Universitarie Superiori italiane attraverso collaborazioni tra scuole, attività formative comuni e orientamento studenti, la realizzazione della VII edizione del Workshop Internazionale “Il giornalismo che verrà”, iniziativa organizzata da Sicilian Post e Pagella Politica.
Per “il Giornalismo che verrà”, parlare di un semplice workshop sarebbe certo riduttivo: si è trattato in realtà di un’opportunità unica, e completamente gratuita, per aspiranti giornalisti e professionisti del settore di confrontarsi sulle sfide e le evoluzioni della professione, grazie alla qualità della proposta formativa.
“La nostra risorsa è il punto di vista giovanile”, così ha esordito Giorgio Romeo, direttore di Sicilian Post e coordinatore del Workshop. Questa considerazione ha dato il via a una serie di lezioni frontali e laboratori, pensati per sviscerare il giornalismo in ogni sua parte, consapevoli di ciò che è stato, è oggi e sarà un domani.
Il workshop, che si è svolto a Catania nel mese di maggio (corso base) e giugno (corso avanzato), non solo ha offerto una grande opportunità formativa, aperta agli allievi di tutte le Scuole Superiori Universitarie della rete ASSI, ma ha anche permesso ad alcuni partecipanti di conseguire crediti formativi per l’Ordine dei Giornalisti.
Gli argomenti trattati sono stati svariati e di grande attualità, dal fact-checking al fotoreportage, dal giornalismo investigativo a quello locale, passando per il podcasting. Non sono mancati laboratori pratici di scrittura, fondamentali per mettere in pratica la teoria appresa. Partendo da una lezione tenuta da Guido Tiberga, già caporedattore de La Stampa, tutti i partecipanti hanno avuto modo di sperimentare le proprie capacità nella stesura di un articolo di giornale, poi corretto dallo stesso Tiberga.
Tra i vari docenti e speaker di spicco che hanno animato il workshop, oltre al già nominato Giorgio Romeo, anche Giuseppe Di Fazio, docente di Giornalismo dell’Università di Catania, Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica e Facta News, Antonello Piraneo, direttore de La Sicilia, Saja Mortada, di Arab Fact-Checkers Network, Marina Sacristán, di Maldita.es, Spagna, Stamos Archontis, di FactReview, Grecia, Tiziana Bonomo, critica fotografa e curatrice, Gabriele Cruciata, Google News Lab Teaching Fellow, Ornella Sgroi, podcaster e giornalista del Corriere della Sera, Salvo Noto, tecnico del suono, Mariano Campo, giornalista e responsabile comunicazione dell’Università di Catania, Erika Mattio, giornalista e ricercatrice dell’Università di Venezia, Nabil Bey, giornalista e voce dei Radiodervish, e Giuseppe Attardi, direttore di Segnalisonori.


Il workshop ha offerto una vasta e completa panoramica sulle sfide e le opportunità del giornalismo contemporaneo, evidenziando l’importanza della preparazione, della passione e dell’adattamento ai nuovi strumenti e linguaggi dell’informazione.
Sono stati approfonditi temi cruciali fra i quali: come scrivere un articolo, la metamorfosi estetica del giornale, che oggi deve catturare l’attenzione in un contesto di iper-informazione e calo dell’attenzione del lettore o, ancora, il ruolo del fact-checking per contrastare la disinformazione e le “fake news”, con una chiara distinzione tra “disinformation” e “misinformation”. Si è discusso anche dei meccanismi dei social media che possono contribuire alla diffusione di informazioni non veritiere e alla polarizzazione degli utenti.
Un’ intera sessione è stata dedicata al fotoreportage al femminile, ripercorrendo la storia di donne che, fin dall’invenzione della fotografia nel 1839, hanno usato questo mezzo come strumento sociale, artistico e politico. Ancora, il giornalismo investigativo è stato esplorato attraverso l’analisi delle fonti, sia aperte che chiuse, e l’utilizzo di strumenti di ricerca avanzata, come i comandi specifici su Google per affinare le indagini. L’importanza di non perdere il focus e di verificare sempre la veridicità delle fonti è stata ribadita come principio cardine del giornalismo d’inchiesta.
Niente è stato lasciato al caso, ogni lezione ha avuto e rispettato il compito di far addentrare i 30 auspicanti giornalisti in questo mondo così complesso, sempre partendo dalla teoria e attraversando la pratica: il workshop ha rappresentato un luogo fertile di conoscenza e competenza, adatto a far acquisire strumenti pratici e una consapevolezza critica sul loro ruolo in un mondo dell’informazione in costante evoluzione.

Il giornalismo che verrà è stato organizzato da Sicilian Post e Pagella Politica in collaborazione con la Scuola Superiore di Catania e l’ASSI (Alleanza delle Scuole Superiori d’Ateneo). L’iniziativa è stata patrocinata da Università di Catania, Comune di Catania, Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Accademia di Belle Arti di Catania, Rai Sicilia e Isola Catania. Silver sponsor è stato il Gruppo Unipol.
La 10 Points Unconference, che ha concluso la manifestazione, ha vantato inoltre come programmatic partner Center for News Technology Innovation (CNTI), European Journalism Centre (EJC) e Financial Times Strategies (FT Strategies).

Arianna Pedone, Redazione SSC UniCT
"Festina lente" Augusto