C’è un filo invisibile che lega l’antica Arpino ai ragazzi di oggi. È il richiamo del Certamen Ciceronianum Arpinas, giunto alla sua 45ª edizione. Qui, studenti da ogni angolo del Paese si sfidano nel decifrare e commentare i testi classici. Tra i banchi di questa prestigiosa competizione di traduzione, l’eredità di Cicerone riprende vita, dimostrando che il pensiero di Cicerone resta una bussola attuale per i giovani del 2026.
Più che una semplice competizione, il Certamen si configura come un laboratorio di crescita personale e confronto interculturale. Rappresenta un’opportunità privilegiata per riappropriarsi dell’eredità di un pilastro della latinità, allenando la mente a decifrare i testi con rigore analitico e una spiccata sensibilità verso le sfumature più articolate del pensiero antico.
Il fervore intellettuale del Certamen trova un suo riflesso ideale tra le mura di Villa San Saverio. Qui, dal 9 al 12 aprile 2026, si è tenuto, come ogni anno, lo stage di preparazione propedeutico al Certamen Ciceronianum. L’iniziativa, organizzata dalla Scuola Superiore di Catania, curata dai suoi allievi e con il supporto del Professor Orazio Portuese — docente di Lingua e letteratura latina dell’Università degli Studi di Catania e a sua volta ex allievo della SSC — rappresenta un punto di forza dell’offerta formativa della Scuola. Un appuntamento che quest’anno ha visto la partecipazione attiva di 36 giovani talenti, confermandosi come un fiore all’occhiello per la formazione classica di menti brillanti provenienti dai licei di tutta la Sicilia.
Nello stage di preparazione al Certamen, l’apprendimento passa attraverso laboratori produttivi: i ragazzi affrontano la sfida della versione e l’analisi dei testi sotto una guida esperta, trasformando la teoria in una competenza pratica di alto livello. Si tratta di un’opportunità preziosa per potenziare il proprio bagaglio culturale, dove lo scambio di strategie metodologiche e conoscenze tecniche diventa la chiave per affrontare con successo la sfida nazionale.
Lo stage è iniziato con una introduzione alle clausole metriche nelle opere di Cicerone tenuta dagli allievi Luca Stanislao Gangarossa e Federico Catania; per poi proseguire con l’analisi delle opere politiche presentata da Bruno D’Arrigo, Marcello Napoli, Federico Bonanno, Stephane Lo Sardo e Gianlorenzo Battaglia. Enrico Fisichella ha fornito preziosi suggerimenti tecnici sulla stesura di un commento efficace, mentre Giorgia Mangioni, Nicoletta Cassitella e Annamaria Arena hanno guidato gli studenti alla scoperta delle opere retoriche di Cicerone. L’approfondimento relativo all’epistolario ciceroniano è stato affidato alla narrazione di Sara Squatrito, Paola Coppola e Bianca Cannavò. A concludere il percorso, Nadia Micalizzi, Riccardo Scalone, Santi Fisichella e Giuseppe Schillaci hanno accompagnato i partecipanti tra le riflessioni delle opere filosofiche di Cicerone.
Prepararsi al Certamen significa immergersi in un’esperienza formativa totale, fatta di confronto costante e prove pratiche. Tuttavia lo stage non è solo studio, ma un momento di condivisione ed un’occasione per crescere insieme.
C’è infatti un’energia speciale che attraversa le giornate di preparazione: è l’emozione di riscoprirsi parte di una comunità accesa dal medesimo fuoco interiore: l’amore per il sapere. Ciò che unisce davvero ogni ragazzo è un sentimento profondo e collettivo, ovvero quell’amore per la letteratura latina che trasforma la preparazione in un’esperienza di vita condivisa. Lo stage non è fatto solo di concetti, ma di sguardi d’intesa e di quel senso di meraviglia che nasce quando un’intuizione diventa patrimonio di tutti. In questo spazio di crescita umana, la paura della competizione lascia il posto alla gioia della scoperta comune, forgiando non solo traduttori esperti, ma giovani pronti a sfidare il palcoscenico nazionale con l’entusiasmo e la forza di chi ha costruito la propria eccellenza insieme agli altri.
L’esperienza è stata complessivamente piacevole, utile e formativa. Le lezioni sono state interessanti, le spiegazioni esaustive e i ragazzi della scuola molto preparati. Per me è stata la prima volta: calarsi nella vita collegiale è stato particolarmente suggestivo, uno scorcio autentico della realtà universitaria. Inoltre, la possibilità di confronto con i ragazzi più grandi, studenti della SSC, è stata arricchente: si sono dimostrati disponibili a rispondere alle nostre domande e a condividere le loro esperienze personali. Ho appreso molte cose che non conoscevo. Anche l’interazione con gli altri liceali è stata un’opportunità per socializzare e vivere in prima persona alcune dinamiche della vita universitaria, come la condivisione degli spazi e la dimensione comunitaria. L’esperienza mi ha sicuramente incuriosito. In futuro, qualora volessi continuare questi studi, valuterò la possibilità di affrontare il concorso di ammissione. Studiare alla SSC mi è sembrata una grande opportunità. Sicuramente lo stage mi ha messo alla prova, ma non sono mancati i momenti ricreativi e divertenti. Consiglio a tutti gli interessati di partecipare: non ve ne pentirete.
Riccardo Camella
Per quanto mi riguarda è stata una bellissima esperienza. Alla vigilia dello stage ero pervasa da un pizzico di timore: l’ignoto e la prospettiva della vita collegiale mi rendevano incerta. Oggi, invece, posso dire con convinzione che questo stile di vita mi affascina, nonostante le complessità che inevitabilmente comporta. È stato gratificante scoprire come ogni momento di pausa diventasse un’occasione preziosa per confrontarsi, non solo con i coetanei ma anche con i ragazzi più grandi. Pur provenendo da percorsi diversi, abbiamo scoperto di vibrare sulla stessa frequenza. Mi ha colpito soprattutto la naturalezza con cui abbiamo socializzato dal vivo: un contatto umano autentico che, al giorno d'oggi, rappresenta un dono tutt'altro che scontato. L’esperienza ha rafforzato la mia idea di provare il concorso e tolto quelle poche preoccupazioni che avevo sulla modalità delle prove e la vita a Scuola in generale.
Iside Ragusa
L'esperienza è stata organizzata molto bene, le lezioni erano ben distribuite e, sebbene impegnative, interessantissime, alternate con opportuni momenti di pausa. Per me è stata la prima volta a contatto diretto con la realtà collegiale della Scuola Superiore, anche se ne avevo già sentito parlare. Avevo delle aspettative molto alte, immaginavo la Scuola come una sorta di Museion. Ed in effetti le mie aspettative sono state confermate. È stato molto arricchente poter conoscere altri simpaticissimi classicisti, miei coetanei, con i quali ho stretto amicizia. Ed è stato molto utile sentire i consigli e le opinioni degli allievi della Scuola Superiore che sono sempre stati prontamente disponibili. Anche se avevo già intenzione di tentare il concorso per la scuola superiore, dopo questa esperienza ne sono ancora più convinto!
Nunzio Castiglione
Il mio soggiorno presso la Scuola Superiore di Catania si è rivelato un’esperienza davvero formativa ed illuminante. Vivere in una realtà collegiale mi ha dato l’occasione di conoscere studenti provenienti da tutta la Sicilia e di confrontarmi con brillanti ragazzi universitari, mostrandomi quanto sia piacevole la condivisione dei semplici momenti quotidiani, come i pranzi insieme o le serate in aula comune, trascorse tra risate e giochi. Gli allievi della scuola hanno avuto cura di includerci sin da subito all’interno della comunità studentesca, coinvolgendoci nel corso delle varie lezioni in dibattiti, stimolando la nostra curiosità e accrescendo il nostro interesse.
Giulia Puleo

Chiara Calì, allieva SSC UniCT
E dunque la Scuola Superiore di Catania?
La formazione d’eccellenza è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in parallelo alle lezioni all’università, seguono in loco i corsi specialistici e vivono occasioni di formazione uniche.
Opportunità
Sono frequenti le possibilità per gli allievi di conoscere personaggi del mondo della cultura e della scienza, oltre che menti brillanti del mondo accademico, italiano e internazionale, e poter con loro dialogare direttamente attraverso interviste, colloquia, attività redazionali.
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