Altro appuntamento dei SUPERTalks, il ciclo di incontri con i protagonisti della cultura, della scienza e dell’innovazione italiana promossi dalla Scuola Superiore dell’Università di Catania, inclusi tra le varie iniziative del Progetto SAFI3 e finanziati con fondi PNRR, si è svolto lo scorso 9 aprile 2026.
Protagonista è stata Edwige Pezzulli: astrofisica specializzata nello studio dei buchi neri nelle galassie primordiali, assegnista di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e divulgatrice scientifica.
L'incontro
La presidente della Scuola Superiore dell’Università di Catania, prof.ssa Ida Angela Nicotra, apre l’incontro tracciando il profilo dell’ospite: non un semplice elenco di titoli, ma il racconto di un percorso che attraversa ricerca, passione e sguardo rivolto oltre i confini del conosciuto.
È con le parole del prof. Lanzafame, docente di astrofisica, cosmologia e scienza dello spazio dell’Università di Catania, che si dà l’avvio all’incontro, invitando il pubblico a riconoscere quanto lo spazio non sia distante, ma profondamente intrecciato alla nostra quotidianità: dalle reti che ci connettono ai sistemi che osservano e interpretano le nostre azioni sulla Terra.
A guidare il viaggio nel tema delle missioni spaziali è infatti l’astrofisica Edwide Pezzulli, che riporta lo sguardo a un passato carico di tensione e ambizione: gli anni della Guerra Fredda, quando lo spazio diventava terreno di sfida tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Ma accanto ai grandi nomi e alle imprese celebri, emergono storie meno note eppure fondamentali: quelle di piccoli esseri viventi — moscerini, cani, macachi — che per primi hanno varcato i confini dell’atmosfera, aprendo la strada all’uomo. E poi le traiettorie umane, intense e straordinarie, di figure come Valentina Tereškova, Sergej Konstantinovič Krikalëv e Michael Collins, protagonisti silenziosi di una conquista che continua ancora oggi a interrogare il nostro futuro.
L’astrofisica ha portato alla luce il tema degli investimenti sulla ricerca in ambito spaziale. Oggi, nell’era del Big Tech, i principali fondi per la ricerca spaziale non sono stanziati dagli Stati, bensì dai CEO di grandi aziende, e dunque da privati. Alcune conseguenze di tale processo sono: la dismissione della Stazione Spaziale Internazionale entro il 2030 e la crescita del turismo spaziale.
Inquadrando le attuali missioni Artemis in ottica di una “palestra lunare” per l’uomo, sembra che si stia procedendo verso il fenomeno di colonizzazione di Marte, il cui obiettivo è la conservazione del genere umano e lo sfruttamento delle risorse; sebbene i recenti esperimenti Biosphere dimostrano quanto l’uomo sia inadatto a vivere in maniera autosufficiente su altri pianeti.
Dopo aver spiegato i meccanismi dell’espansione dell’universo, la ricercatrice ci invita a riflettere sul fatto che gli esseri umani non sono al centro dell’universo, e che, in realtà, nell’universo non vi sono centri. Per enfatizzare tale concetto e immergerci in un’esperienza di umiltà, Pezzulli propone di immaginare la storia cosmica, dal Big Bang a oggi, condensatain 365 giorni. Secondo tale calendario cosmico, ideato dall’astrofisico Carl Sagan, posto l’1 gennaio come data del Big Bang, il periodo conosciuto come “storia”, dall’invenzione della ruota ad oggi, sarebbe un intervallo di tempo dalla durata di dieci secondi collocato alle fine del 31 dicembre. Infine, per rendere l’idea ancora più incisiva, viene proiettata una foto scattata dalla sonda Voyager 1, in cui la Terra risulta essere un puntino piccolissimo.
A conclusione
Al termine dello speech sono state approfondite alcune delle tematiche trattate, tra cui la colonizzazione di altri pianeti da parte dell’uomo in contrapposizione a una vita sostenibile sulla Terra, le prospettive di ricerca nell’ambito dell’astrofisica, la divulgazione scientifica.
Dunque, l’appuntamento è stato di grande interesse per scienziati, appassionati di spazio, ma anche per coloro che amano porsi domande riguardo l’origine dell’universo e la possibilità dell’uomo di vivere su altri pianeti.

Sofia Montemaggiore, allieva SSC UniCT
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