Itinerari del sapere

Dal 26 novembre al 6 dicembre 2025, una delegazione di allievi e allieve della Scuola Superiore dell’Università di Catania ha intrapreso un suggestivo viaggio tematico in Giappone, concepito come un itinerario formativo capace di intrecciare cultura, ricerca scientifica e confronto interculturale.

Gli studenti, provenienti da ambiti disciplinari diversi, sono stati accompagnati dalle Dott.sse Maria Guglielmino e Giovanna Lombardo, dai ricercatori INAF Mario Accolla ed Elisa Distefano e dal Prof. Paolo La Marca (Lingue e letterature del Giappone e della Corea, DISUM UniCT).

L’arrivo a Tokyo è avvenuto sotto il segno di un yōkoso (“benvenuto”) discreto ma magnetico, come se la metropoli concedesse, con un lieve cenno, il privilegio di entrare e, tappa dopo tappa, lasciarsi forgiare nel suo racconto. “Abbiamo avuto l’opportunità di esplorare a fondo la poliedrica civiltà giapponese – commentano alcuni dei partecipanti – abbracciandone la spiritualità millenaria, l’iper-modernità scientifica e tecnologica e l’inestimabile patrimonio storico“.

Il viaggio ha preso avvio dall’antica città imperiale di Nara, dove i cervi sacri si aggirano liberi come custodi di un patto ancestrale tra uomo e natura. Nel tempio Todai-ji, il Daibutsu, il Grande Buddha di bronzo, veglia imponente da secoli, mentre il santuario Kasuga emerge dalla foresta come un corridoio di luce sospeso nel tempo. Nel pomeriggio, Osaka ha rivelato il suo dinamismo urbano, dominato dalla possente geometria del suo castello e dall’energia vibrante dei quartieri Nanba e Dotonbori.

A Kyoto, l’itinerario ha condensato secoli di storia in poche ore. Dal giardino zen del tempio Ryoan-ji alla maestosità del Kinkaku-ji (“Padiglione d’oro”) e del castello di Nijo, fino ai colori vivaci del mercato di Nishiki, ogni luogo ha offerto una diversa chiave di lettura della cultura giapponese. Dopo la visita al maestoso santuario Heian e al tempio Kiyomizu-dera, la sera è calata tra le lanterne di Gion e le viuzze di Pontocho, dove l’ombra sembra ancora celare il fugace profilo di una geisha in cammino.

Il 30 novembre, mentre alcuni allievi partivano alla volta di Hiroshima e Miyajima per confrontarsi con le pagine più drammatiche della storia contemporanea tramite la visita al Memoriale della Pace e al Genbaku Dome, altri rimanevano a Kyoto per gli incontri scientifici presso la Division of Neurobiology and Physiology della Kyoto University.

Il giorno seguente, una parte della delegazione ha incontrato Andrea Raos, direttore dell’Istituto di Cultura Italiano di Osaka, approfondendo il ruolo strategico della diplomazia culturale e le modalità con cui l’Italia promuove il proprio patrimonio in Giappone. Parallelamente, un altro gruppo ha visitato l’Institute of Laser Engineering e il Research Center for Nuclear Physics presso l’Osaka University per uno stimolante confronto con il prof. Luca Baiotti (Osaka University Theoretical AstroPhysics group).

I giorni trascorsi a Tokyo, dal 2 al 5 dicembre, sono stati un’immersione totale nella complessità urbana e culturale della metropoli. Le attività formative si sono diversificate: mentre alcuni studenti venivano accolti dall’Institute of Science Tokyo e dall’Earth-Life Science Institute, altri esploravano la Waseda International House of Literature, biblioteca dedicata a Haruki Murakami, dove la letteratura contemporanea dialoga con l’architettura in un connubio di grande ispirazione culturale. L’esplorazione collettiva, poi, ha condotto il gruppo dal tempio Senso-ji di Asakusa, il più antico della città, al museo Sumida Hokusai, fino all’oasi verde del santuario Meiji a Harajuku, all’architettura contemporanea di Omotesando e all’iconico incrocio di Shibuya, dove migliaia di persone si muovono in una coreografia urbana quotidiana.

Nei giorni successivi alcuni allievi hanno visitato l’Institute of Space and Astronautical Science della JAXA (Japan Aerospace eXploration Agency) e hanno esplorato le nuove frontiere della medicina rigenerativa alla Keio University, mentre il gruppo di area umanistica e giuridica ha incontrato i rappresentanti dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo. Gli ultimi appuntamenti accademici si sono svolti presso l’Ochanomizu University e il National Astronomical Observatory of Japan.

L’incontro più interessante per me è stato quello presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ochanomizu – racconta l’allieva Veronica Viero (II anno del CdL Magistrale in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations, UniCT) – Ci siamo confrontati con studentesse giapponesi sul diritto di famiglia nei nostri rispettivi Paesi. Abbiamo discusso di matrimonio, del ruolo della donna, dei rapporti tra genitori e figli, della tutela dei minori. Il dialogo ha favorito non solo l’approfondimento delle conoscenze giuridiche, ma anche lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali, quali il confronto critico, la comunicazione interculturale e l’apertura verso modelli giuridico-sociali diversi“.

Il 6 dicembre, mentre l’aereo lasciava Tokyo per riportare la delegazione a Catania, molti hanno avvertito quella sottile malinconia che i giapponesi chiamano, con sobria precisione, mono no aware (物の哀れ): la consapevolezza che ogni esperienza è preziosa proprio perché è destinata a trasformarsi in ricordo. Ogni tempio visitato, ogni conversazione con i ricercatori, ogni passeggiata nei quartieri notturni di Tokyo vive ora nella memoria come testimonianza indelebile di un apprendimento che va oltre il sapere disciplinare.

Ciò che riportiamo a casa  – concordano gli allievi – non è solo un album di foto o un elenco di luoghi visitati, ma la coscienza profonda che conoscere significa, prima di tutto, mettersi in ascolto e accettare di essere plasmati da ciò che si incontra. Il Giappone ci ha insegnato che la competenza non è mai solo tecnica, ma anche capacità di confronto, dialogo interculturale e apertura verso modelli diversi dai propri. Siamo partiti come studenti curiosi; siamo tornati più consapevoli di quanto il mondo sia più complesso e affascinante di come ce lo immaginavamo“.

Vittoria Gugliotta, Redazione SSC UniCT

“Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” William Shakespeare

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

L’internazionalizzazione delle conoscenze e delle competenze è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in aggiunta alle molteplici opportunità fornite in loco, possono ampliare la propria formazione con esperienze uniche, per qualità e prestigio, in contesti internazionali e particolarmente adatti ai propri interessi di ricerca. 

Come accedere

Villa San Saverio è la residenza che viene garantita, gratuitamente, a tutti i vincitori del concorso di ammissione. Tuttavia, la formazione degli allievi travalica tale residenza, estendendosi a tutti i luoghi che possono fornire la più variegata e stimolante offerta formativa e le esperienze di formazione non convenzionale. 

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