II episodio

Sono Marianna Vinciguerra, una studentessa di Filologia Classica presso l’Università di Catania, allieva della Scuola Superiore di Catania. 

In questa rubrica racconto la mia esperienza presso l’Università di Heidelberg per il progetto di Double Degree offerto dal Dipartimento di Scienze Umanistiche di UniCt, grazie al quale avrò l’opportunità di studiare per un anno in uno degli atenei più belli e rinomati al mondo.

Chissà come deve essere una lezione universitaria in Germania…

Questa era una delle tante domande che mi ponevo prima di partire per Heidelberg. In effetti, confrontarmi con un metodo di insegnamento diverso da quello italiano è stato uno degli aspetti più sorprendenti della mia esperienza all’Università. 

È particolare l’atmosfera che si crea quando studenti che parlano lingue differenti si ritrovano a cimentarsi nella traduzione e nell’interpretazione del testo greco e latino. Sebbene all’inizio possa sembrare un po’ spiazzante essere catapultati in un’aula universitaria a seguire una lezione in una lingua diversa dalla tua, la sensazione di sentirsi legati dal comune sforzo di comprendere i classici porta con sé la speciale consapevolezza – paradossalmente rassicurante – di studiare qualcosa di più grande di noi, a cui però tutti sentiamo la necessità di avvicinarci con gli strumenti che abbiamo a disposizione. 

Ma come funzionano le lezioni qui ad Heidelberg?

Sono due le categorie principali in cui si dividono:

  • da una parte abbiamo la Vorlesung, dall’impianto più simile al metodo d’insegnamento italiano, che consiste in un ciclo di lezioni frontali incentrate su un particolare tema o autore;

  • dall’altro, invece, c’è il Seminar, una tipologia di insegnamento interattivo in cui a parlare sono soprattutto gli studenti, che, guidati dal docente, dopo aver preparato a casa una porzione di testo assegnata in precedenza, danno vita al dibattito in classe.

Durante i Seminar, dunque, la lezione si costruisce da sé, passo dopo passo, attraverso il dibattito degli allievi, favorito anche dal numero di studenti iscritti al corso, assai inferiore rispetto a quello delle Vorlesung, e anche dalla stessa disposizione delle aule, con i banchi sistemati a formare una vera e propria tavola rotonda.

Gli argomenti trattati nei Seminar possono essere anche molto specifici, e attorno a essi gli studenti aggiungono settimana dopo settimana un tassello di conoscenza in più. In questo semestre ho avuto modo di sperimentare entrambi gli approcci, seguendo una Vorlesung sulla lingua dell’amore nella letteratura greca e latina, e due Seminar, rispettivamente sulle orazioni di Dione di Prusa e sul rapporto uomo-natura nella letteratura latina; la verifica finale di questi Seminar prevede la stesura di un Hausarbeit, uno scritto di approfondimento su uno degli argomenti del corso, che costituisce anche un’occasione preziosa per mettersi alla prova con la scrittura accademica e piccoli lavori di ricerca. 

Esistono tuttavia anche altre tipologie di corsi: una di queste, ad esempio, è il Lektürekurs, di impostazione simile al Seminar, ma con meno attenzione verso l’aspetto bibliografico e più propriamente incentrato sulla lettura di un testo integrale, spesso una tragedia greca. Questo semestre, il Lektürekurs che ho seguito si basava sull’approfondimento della figura di Eracle nella tragedia, e prevedeva la lettura di ben due drammi: le Trachinie di Sofocle e l’Eracle di Euripide.

Anche durante gli incontri dei Lektürekurs gli studenti si scambiano opinioni sui testi in programma, preparando di settimana in settimana una porzione del testo, fino a completarne la lettura. L’impressione, infatti, è proprio quella di stare in un circolo letterario, in cui, ancora una volta, l’attenzione verso i classici diventa l’elemento unificante della classe.

Ma non finisce qui...

L’ Università di Heidelberg offre anche corsi di stampo più laboratoriale, come quelli di papirologia.

Al corso di papirologia digitale, ad esempio, abbiamo collaborato all’aggiornamento del database digitale papyri.info, imparando a trascrivere i testi utilizzando il linguaggio informatico, a partire dalle edizioni critiche. Anche il corso di metrica latina è stato estremamente pratico e sorprendente: esso consisteva infatti in un vero e proprio esercizio poetico, cioè nella trasposizione, in versi latini, di passi tratti dalla letteratura tedesca… un modo efficace per mettersi nei panni del poeta, con il suo delicato compito di barcamenarsi tra l’alternanza di sillabe lunghe e brevi!

Adesso che il mio primo semestre all’Università di Heidelberg è giunto al termine, mi rendo conto di quanto sia stata fortunata ad avere l’opportunità di conoscere un metodo universitario differente rispetto a quello a cui sono sempre stata abituata; il confronto tra diversi ambienti accademici, infatti, permette di aprire la mente a nuove prospettive, e si rivela un’esperienza stimolante ed arricchente per chi, come me, sogna di entrare a far parte del mondo della ricerca. Ora, non senza un pizzico di nostalgia, sono pronta per tornare a Catania per la pausa estiva, conservando il ricordo delle lezioni del primo semestre nella mente e nel cuore… nell’attesa di ricominciare a camminare tra le strade di Heidelberg il prossimo autunno!

Marianna Vinciguerra, Redazione SSC UniCT

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un oceano." Isaac Newton

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

L’internazionalizzazione delle conoscenze e delle competenze è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in aggiunta alle molteplici opportunità fornite in loco, possono ampliare la propria formazione con esperienze uniche, per qualità e prestigio, in contesti internazionali e particolarmente adatti ai propri interessi di ricerca.

Come accedere

Villa San Saverio è la residenza che viene garantita, gratuitamente, a tutti i vincitori del concorso di ammissione. Tuttavia, la formazione degli allievi travalica tale residenza, estendendosi a tutti i luoghi che possono fornire la più variegata e stimolante offerta formativa #beyondSSC! 

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