Gli allievi della SSC alla scoperta di Berlino

Nell’ambito del progetto SAFI3 ed in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, un gruppo di 20 studenti selezionati per merito, tra cui quattro allievi della Scuola Superiore di Catania, ha intrapreso un viaggio studio a Berlino, in Germania, dal 15 al 18 maggio 2026.

Gli allievi della SSC, Nadia Micalizzi, Giuseppe Monaco, Lorenzo Naselli e Sabrina Strazzeri, accompagnati dai professori Sebastiano D’Urso, Giovanna Angela Fargione, Grazia Maria Nicolosi, Arturo Pagano e Vincenzo Sapienza, hanno avuto la straordinaria opportunità di vivere un’immersione totale nell’architettura, nella storia e nelle complesse trame urbanistiche della capitale tedesca profondamente segnate dall’esistenza e dalla caduta del Muro di Berlino.

Berlino accoglie chi la visita con la sua identità più autentica: un’anarchia visiva dove il classicismo prussiano dialoga con la semplicità sovietica.

Il nostro viaggio comincia dall’iconica Alexanderplatz, antico centro della Berlino Est dominata dalla torre della televisione, e prosegue con la celebre Philharmonie, teatro non convenzionale in cui il palcoscenico è posizionato al centro della sala, circondato da tribune irregolari disposte a cerchio che riducono la distanza tra orchestra e pubblico e consentono di apprezzare pienamente la musica. Con questa splendida cornice, abbiamo assistito allo spettacolo diretto da Klaus Mäkelä: i Berliner Philharmoniker hanno eseguito la prima tedesca di Play di Andrew Norman seguito dalle atmosfere de L’Oiseau de feu di Igor Stravinsky.

Il sabato mattina è stato dedicato a un’immersione totale nell’architettura residenziale del quartiere Zehlendorf, distante dai percorsi turistici, guidati dal professor Gunnar Tausch, docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Norimberga.

Passeggiando tra le sue vie, si sperimenta la Repubblica di Weimar degli anni Venti in quel breve periodo di stabilità. Zehlendorf stupisce per la sua modernità: un complesso organico immerso nel verde dove la standardizzazione dei blocchi edilizi e la compressione degli spazi, risposta alla crisi abitativa delle classi lavoratrici, si fonde ad un uso espressivo e strategico del colore.

Nel pomeriggio, abbiamo esplorato il Großer Tiergarten, l’immenso polmone verde della città. Percorrere i suoi sentieri significa attraversare i secoli: da riserva di caccia reale a giardino all’inglese, presenta al centro la monumentale Colonna della Vittoria. La Porta di Brandeburgo, originariamente concepita come Porta della Pace, simbolo universale di riunificazione, svetta maestosa alla fine del Parco.

La nostra passeggiata prosegue visitando una delle piazze più armoniche d’Europa, Gendarmenmarkt: la simmetria tra il Duomo Francese, costruito per i rifugiati Ugonotti, e il Duomo Tedesco mostra il volto illuminato e accogliente della Berlino settecentesca. nel quartiere Nikolaiviertel, il nucleo più antico della città, caratterizzato da strade medievali ed edifici storici ricostruiti.

La domenica mattina comincia percorrendo il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, un labirinto in cui il terreno si inclina e si sperimenta una progressiva e intenzionale perdita di orientamento, trasformando lo spazio urbano in un monumento di isolamento emotivo e memoria collettiva.

Raggiungiamo la sede del Parlamento, il Palazzo del Reichstag, la cui cupola di vetro, percorsa da rampe elicoidali che portano i visitatori fino alla cima, si erge sopra l’aula parlamentare e consente la visione dei punti vitali della città.

Nel pomeriggio il gruppo si divide: alcuni si dirigono al Deutsches Technikmuseum (il Museo della Tecnica) luogo in cui è possibile ripercorrere secoli di innovazione, tra storici treni a vapore, giganti dell’aviazione e le prime tecnologie dell’industrializzazione.

Gli allievi SSC visitano invece l’Isola dei Musei (Museumsinsel) che comprende: L’Alte Nationalgalerie, dove si resta incantati davanti i dipinti di Caspar David Friedrich e le sculture senza tempo tra cui l’Ebe di Antonio Canova; il Neues Museum, in cui è conservato il Busto di Nefertiti esposto in totale isolamento per apprezzarne la visione; la Cattedrale di Berlino (Berliner Dom) che si staglia contro il cielo, ricordandoci con la sua imponente cupola la risposta protestante prussiana alla Basilica di San Pietro. La serata si conclude nella vibrante Potsdamer Platz, caratterizzata dalla futuristica copertura in vetro e acciaio del Sony Center, simbolo di modernizzazione in una terra divisa dal Muro.

Il lunedì mattina si accende con i colori della East Side Gallery: oltre un chilometro del vecchio Muro di Berlino trasformato nella più lunga galleria d’arte all’aperto del mondo, dove i murales celebrano la fine della divisione e il trionfo della libertà.

Prima di salutarci e imbarcarci sul volo di ritorno per Catania, è d’obbligo anche una visita allo Zoo di Berlino (Zoologischer Garten) all’insegna della multidisciplinarietà. Inaugurato nel 1844, non è solo il più antico della Germania, ma è certificato come lo zoo con la più grande biodiversità al mondo, ospitando oltre 20.000 animali di circa 1.200 specie diverse. Dalla modernissima area dedicata ai Panda Giganti all’imponente Acquario storico del 1913, lo zoo è un manifesto vivente di conservazione ed educazione ambientale, rinato miracolosamente dopo essere stato quasi completamente raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’identità nei dettagli: l’Ampelmännchen

Passeggiando per Berlino c’è un dettaglio impossibile da ignorare, che cattura lo sguardo a ogni incrocio e racchiude lo spirito della città: l’Ampelmännchen, l’omino dei semafori pedonali.

Nato nel 1961 nella DDR dalla mente dello psicologo del traffico Karl Peglau, questo personaggio simpatico con il cappello a tesa larga fu studiato per massimizzare la visibilità e la sicurezza stradale. L’omino rosso sbarra la strada con le braccia tese di lato, mentre quello verde avanza a grandi passi sicuri. Dopo la caduta del Muro, si tentò di standardizzare i semafori sul modello occidentale, ma i berlinesi si opposero fermamente, salvando il loro omino.

Oggi è il simbolo grafico più amato della riunificazione culturale, presente ovunque accanto all’araldico orso di Berlino (Berliner Bär), la dimostrazione visiva di come l’identità di un popolo possa sopravvivere e brillare anche nei dettagli più piccoli del design quotidiano.

Il termine tedesco Wanderlust descrive l’istinto continuo dei viaggiatori di superare i propri confini e camminare verso l’ignoto per scoprire il mondo.  

Berlino è l’emblema di questa ricerca: un laboratorio a cielo aperto senza un centro dominante, segnato da un dualismo perenne e netti contrasti. In questa città, le cicatrici del passato dialogano con la sperimentazione del futuro, lanciando la sfida più grande: coniugare la memoria con la speranza del domani. Torniamo a casa con la sensazione di aver scoperto solo una piccola parte di questo luogo; consapevoli di aver imparato a osservare la storia che si nasconde dietro ogni dettaglio.

Abbiamo portato il nostro sole sotto il cielo di Berlino. E per qualche giorno anche il grigio della capitale tedesca ci ha ricordato casa. (Lorenzo Naselli)

Tschüss !!!

On ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux. (Antoine de Saint-Exupéry)

Sabrina Strazzeri, Redazione SSC UniCT

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

La formazione d’eccellenza è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in parallelo alle lezioni all’università, seguono in loco i corsi specialistici e vivono occasioni di formazione uniche. 

Opportunità

Sono frequenti le possibilità per gli allievi di conoscere personaggi del mondo della cultura e della scienza, oltre che menti brillanti del mondo accademico, italiano e internazionale, e poter con loro dialogare direttamente attraverso interviste, colloquia, attività redazionali. 

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