Diciassette ex studenti dell’Università di Catania vincono il primo concorso nazionale per la magistratura tributaria, undicimila candidature… tra le vincitrici, due provengono dalla Scuola Superiore dell’Università di Catania.

Quest’anno, per il primo anno, si è svolto il concorso in Magistratura Tributaria, sono state presentate circa 11.300 domande di partecipazione.

Alla prova preselettiva, svoltasi il 14 febbraio 2025, hanno preso parte circa 4.400 candidati. Di questi, soltanto 545 sono stati ammessi alle prove scritte. A seguito degli elaborati svolti il 29 e 30 maggio 2025, il numero degli ammessi all’orale si è ulteriormente ridotto a 182 candidati. Al termine dell’intera procedura sono risultati idonei e vincitori 173 concorrenti, di cui 17 ex studenti dell’Università di Catania, e tra questi, 2 ex allieve della Scuola Superiore dell’Università di Catania. Un risultato che racconta non soltanto un successo individuale, ma anche il valore di un percorso formativo fondato sul merito, sulla ricerca e sulla crescita personale.

Sono Ginevra Bonafede e Antonina Maria Mistretta.

Oggi proviamo a capire meglio chi sono, qual è stato il loro percorso di formazione e di crescita, e che ruolo ha ricoperto la Scuola Superiore dell’Università di Catania in questo processo di continua ricerca e di continuo studio.

Chi è Ginevra Bonafede?

Ginevra Bonaede nasce il 22 settembre 1995.

Il suo percorso si sviluppa in maniera insolita per una giurista, avendo frequentato un liceo scientifico con indirizzo sperimentale-informatico. Solo durante l’ultimo anno sceglie di iscriversi al corso di Giurisprudenza, indecisa tra Fisica o Scienze Politiche, con il sogno di diventare diplomatica.

Durante l’Università è stata allieva della Scuola Superiore di Catania (SSC).

Che ruolo ha avuto la Scuola Superiore nel tuo percorso?

Ginevra Bonafede racconta come l’esperienza da allieva della Scuola Superiore sia stata fondamentale per il suo percorso di formazione.

I corsi di lingua e, in particolare, l’obbligo di conseguire la certificazione linguistica di livello C1 hanno rappresentato strumenti preziosi e un importante valore aggiunto per la sua formazione da giurista e per la sua crescita personale.

Inoltre, grazie ai corsi interni e al supporto del tutor – nel suo caso, la prof.ssa Adriana Di Stefano – ha avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con il mondo della ricerca. Sebbene questa non sia poi diventata la sua carriera, l’esperienza si è rivelata essenziale.

Da un lato, le ha permesso di comprendere quali attività fossero maggiormente in linea con le sue inclinazioni; dall’altro, le ha offerto l’opportunità di misurarsi con un contesto internazionale, entrando in contatto con colleghi e docenti di alto profilo provenienti da tutto il mondo. Un’esperienza che ha vissuto, ad esempio, durante la Summer School in Diritto commerciale internazionale presso il King’s College London.

Ginevra sottolinea come la Scuola Superiore di Catania le abbia fornito gli strumenti per “sperimentare”.

Fino al quarto anno coltivava l’ambizione di intraprendere la carriera diplomatica, e la Scuola le ha offerto la possibilità di mettersi alla prova e verificare concretamente questa aspirazione. Proprio questa libertà di esplorazione le ha consentito di scoprire e coltivare la sua autentica passione per il diritto tributario, fino a realizzare il suo obiettivo professionale: diventare magistrato tributario.

Dopo aver concluso il percorso alla Scuola, come hai vissuto il passaggio al mondo del lavoro e dei concorsi? Quali sono state le principali difficoltà?

Subito dopo la laurea, la sua ambizione non era la magistratura, ma l’avvocatura tributarista.

Ginevra Bonafede ha intrapreso diverse esperienze e ha portato avanti il Tirocinio ex art. 73 presso la sezione fallimentare del Tribunale di Catania, assistendo un giudice. Contemporaneamente, ha iniziato la pratica forense in uno studio legale specializzato in diritto tributario.

E dopo l’abilitazione forense ha intrapreso una collaborazione professionale con uno studio tributarista, un’esperienza che le ha fornito un approccio pratico fondamentale anche per lo studio teorico successivo.

Le difficoltà non sono mancate, e la principale riscontrata è stata proprio il passaggio al mondo del lavoro. 

Secondo Ginevra, la difficoltà principale per chi conclude un percorso formativo molto articolato, è capire quale sia la propria strada, poiché durante gli studi si è spesso troppo focalizzati sulla performance accademica e poco sul mondo del lavoro pratico. Ginevra ci spiega di non lasciarsi limitare da una sola esperienza e di provare, seguendo le proprie passioni, a sperimentare in più campi.

Come ci racconta Ginevra durante l’intervista: “Si può sempre cambiare direzione”.

Un ostacolo significativo nel percorso dei concorsi è la pressione psicologica. Ginevra ricorda come l’ansia possa compromettere la performance. La sua esperienza suggerisce che, per vincere concorsi altamente selettivi, la lucidità e la calma siano determinanti quanto lo studio stesso.

La preparazione per il concorso in magistratura tributaria le ha richiesto circa due anni di studio strutturato. La fase più dura è stata quella tra lo scritto e l’orale: quattro mesi di studio “folle” in cui ha confessato di “non aver visto la luce del sole” per preparare le circa 14 materie d’esame.

Che emozione hai provato quando hai letto il tuo nome tra i vincitori? C’è stato un momento in cui hai realizzato davvero il traguardo raggiunto?

Vedere il proprio nome tra i vincitori delle prove scritte è stata per Ginevra Bonafede una delle emozioni più forti della sua vita, descritta come il momento in cui anni di sacrifici hanno finalmente dato i loro frutti. Nonostante la grande gratificazione, inizialmente ha vissuto questo successo con un’aura di sogno, sentendo che il traguardo non fosse ancora del tutto realizzato.

La reale consapevolezza di aver raggiunto l’obiettivo è arrivata solo successivamente, con il giuramento. Ginevra definisce quel giorno come il più bello della sua vita: una cerimonia sentita che ha reso finalmente tangibile il suo percorso, specialmente nel momento in cui ha visto il proprio nome nero su bianco sul contratto di assunzione.

Attualmente Ginevra Bonafede sta svolgendo il tirocinio come magistrato, dove vuole dimostrare di essere un “buon giudice” : acquisire dimestichezza con la professione che ha appena intrapreso e dare il massimo durante questa fase formativa pratica.

…E per il futuro, non esclude di confrontarsi con il concorso per il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).

Ginevra desidera rimanere in Sicilia, la sua terra di origine, coniugando così l’amore per la sua terra, la professione e la vita privata.

Che consiglio daresti a uno studente o a una studentessa di giurisprudenza che intende affrontare un concorso altamente selettivo come il tuo?

Ginevra suggerisce di non lasciarsi limitare da una singola esperienza lavorativa subito dopo la laurea. Il suo consiglio principale è quello di “mettere le mani in pasta”.

Cercare, se possibile, di svolgere più attività contemporaneamente per trovare la propria strada. Un esempio concreto è il tirocinio ex art. 73 presso i tribunali, un’esperienza che Ginevra definisce “estremamente utile” poiché permette di osservare il diritto “dall’altro lato”, assistendo i magistrati nella preparazione degli atti e partecipando alle udienze.

Per quanto riguarda la preparazione ai concorsi altamente selettivi, Ginevra suggerisce uno studio strutturato e rigoroso sui testi fondamentali, mettendo in guardia dal perdere troppo tempo con corsi o lezioni specifiche di preparazione che spesso “lasciano il tempo che trovano”. La chiave del successo risiede nel costruirsi basi solidissime attraverso anni di studio e impegno individuale sui libri.

Chi è Nina Mistretta?

Il suo nome completo è Antonina Maria Mistretta, ma è conosciuta da tutti come Nina, è nata il 23 marzo 1993.

Ha frequentato il Liceo Classico “Concetto Marchesi” di Mascalucia e ha poi scelto di iscriversi in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania, mossa dal desiderio di avere strumenti concreti per realizzare un impatto positivo sul mondo.

Durante gli anni universitari, la sua passione principale era il diritto penale. Ha scelto materie complementari in questo ambito e ha redatto sia la tesi di laurea che la tesi di diploma per la Scuola Superiore di Catania (SSC) in diritto penale.

Dopo aver conseguito il diploma alla Scuola Superiore ha partecipato al “18h Specialization Course in International Criminal Law for Young Penalists on International and Transnational Crimes” tenutosi presso il Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights.

Per Nina Mistretta, la Scuola Superiore di Catania (SSC) ha rappresentato un’esperienza fondamentale, definita come una “grandissima esperienza di vita e formativa” che ha inciso profondamente sia sulla sua crescita personale che su quella professionale.

Che ruolo ha avuto la Scuola Superiore nel tuo percorso?

La scuola le ha permesso di affinare un metodo di studio rigoroso, insegnandole a gestire carichi di lavoro intensi e a lavorare sotto pressione. Questo spirito di dedizione e la capacità di pianificare il tempo per raggiungere un obiettivo sono stati, secondo Nina, gli strumenti principali che le hanno permesso di superare i concorsi pubblici.

Grazie all’ampia offerta formativa della Scuola (seminari, incontri e “pillole di ricerca”), Nina Mistretta ha potuto scoprire che il diritto non si esaurisce nel settore penale, sua passione iniziale, ma offre tantissime sfaccettature e sbocchi professionali diversi.

Dal punto di vista umano, Nina racconta la Scuola come un ambiente di scambio interdisciplinare unico. Ricorda con affetto i momenti in cui, seduti allo stesso tavolo, si discuteva di filosofia del diritto mentre altri risolvevano problemi di matematica. Questo clima di interdisciplinarità ha favorito la creazione di legami profondi, dove gli studenti più grandi fungevano da tutor per i più piccoli.

La Scuola, inoltre, le ha fornito le basi per lo studio della lingua tedesca, che altrimenti non avrebbe approfondito. Questa competenza è stata fondamentale per il suo percorso, permettendole di svolgere un Erasmus a Heidelberg finalizzato alla ricerca per la sua tesi, questo è stato possibile grazie al sostegno ricevuto dalla Prof.ssa Anna Maria Maugeri (sua Tutor SSC).

La Scuola Superiore non le ha fornito solo nozioni, ma una vera e propria eredità metodologica e umana che l’ha accompagnata fino al raggiungimento del suo traguardo nella magistratura.

Dopo aver concluso il percorso alla Scuola, come hai vissuto il passaggio al mondo del lavoro e dei concorsi? Quali sono state le principali difficoltà?

Anche Nina Mistretta, come Ginevra Bonafede dopo la laurea, ha svolto il tirocinio ex art. 73, presso la Corte di Appello penale di Catania. Contemporaneamente al tirocinio in tribunale, ha svolto la pratica forense dedicandosi al diritto di famiglia (ambito civile), con l’obiettivo di approfondire diversi settori e scoprire più strade lavorative.

Dopo aver conseguito l’abilitazione forense, ha deciso di puntare sui concorsi pubblici anziché sulla libera professione, ha vinto un bando per un tirocinio formativo presso la Regione Siciliana. È stata assegnata al Dipartimento delle Finanze e del Credito – servizio tassa automobilistica, dove ha avuto il primo approccio pratico con il diritto tributario, scrivendo controdeduzioni e leggendo sentenze.

In questa fase è stata seguita dal Professor Antonio Guidara.

Ha lavorato brevemente presso il Tribunale dei Minori di Caltanissetta e come funzionario addetto all’Ufficio per il processo presso la Corte d’Appello penale di Catania. Successivamente ha vinto il concorso come legale presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove ha scelto di specializzarsi nel settore tributario (occupandosi di contenziosi legati ai giochi e monopoli). Per questo incarico si è trasferita a Roma, dove ha vissuto per circa quattro anni.

Affascinata dalla complessità della materia, ha deciso di partecipare al concorso per la nuova Magistratura Tributaria professionale, riuscendo a vincerlo e realizzando così il suo sogno di diventare magistrato.

Che emozione hai provato quando hai letto il tuo nome tra i vincitori? C’è stato un momento in cui hai realizzato davvero il traguardo raggiunto?

Quando Nina ha letto il suo nome tra i vincitori della prova scritta, si trovava in aeroporto, essendo appena atterrata, di ritorno da Roma, dove lavorava. La sua emozione principale è stata una felicità così travolgente da farla scoppiare a piangere prima ancora di realizzare razionalmente l’impegno che l’avrebbe attesa per la successiva prova orale.

La consapevolezza di aver raggiunto il traguardo non è stata immediata, ma è arrivata gradualmente, manifestandosi pienamente solo quando ha iniziato a svolgere le sue nuove funzioni. Nina ha ricordato questa sensazione attraverso due immagini molto efficaci: da un lato la sensazione di aver chiuso un cerchio e d’altra parte l’immagine di un puzzle che finalmente restituisce la sua immagine completa, con ogni tassello al posto giusto.

Oltre alla gioia, ha provato una profonda soddisfazione e serenità, sentendo che tutti gli anni di studio intenso e le rinunce fatte nella vita privata sono stati finalmente ricompensati con la realizzazione del sogno che coltivava fin dai tempi del liceo.

I suoi obiettivi immediati sono “svolgere al meglio il periodo di tirocinio ed esercitare le funzioni di magistrato tributario nel miglior modo possibile”. Sebbene per ora non abbia altri piani specifici, ha dichiarato di non volersi precludere nulla per il futuro, essendo pronta a cimentarsi in nuove sfide se si presentasse l’occasione.

Nonostante l’esperienza lavorativa di quasi quattro anni a Roma presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Nina ha sempre immaginato la sua vita a Catania, in Sicilia. Il suo obiettivo è tornare stabilmente nella sua terra per realizzarsi sia professionalmente che personalmente e per “restituire” al suo territorio tutto il buono che ha ricevuto durante la sua formazione.

Che consiglio daresti a uno studente o a una studentessa di giurisprudenza che intende affrontare un concorso altamente selettivo come il tuo?

Il consiglio principale di Nina Mistretta per chi affronta concorsi altamente selettivi è quello di studiare con costanza. La continuità permette di assimilare concetti base che, anche se sembrano dimenticati, riemergono prepotentemente durante le prove concorsuali.

Nina suggerisce di non mollare mai: anche nelle fasi di stanchezza, bisogna trarre forza dalla consapevolezza di quanto già affrontato in precedenza, e soprattutto ci dice di mantenere i giusti momenti di svago: il divertimento è essenziale per poter rendere al massimo nello studio.

Le storie di Ginevra Bonafede e Antonina Maria Mistretta dimostrano come percorsi diversi possano essere accomunati dalla stessa curiosità intellettuale, dalla volontà di continuare a studiare e dalla ricerca costante di nuove opportunità di crescita, professionale e personale.

Entrambe hanno saputo trasformare ogni esperienza di studio, di lavoro e di ricerca in un’occasione per mettersi alla prova, costruendo il proprio percorso con impegno, passione e determinazione.

È un messaggio significativo per gli allievi e le allieve della Scuola Superiore di Catania, chiamati ogni giorno a coltivare quello stesso spirito di ricerca, apertura e confronto che emerge con evidenza dalle loro testimonianze.

Ascoltare le loro storie ci ricorda che il cammino verso i propri obiettivi è fatto di tante sfide, dubbi e cambi di direzione, ma anche di scelte coraggiose e di soddisfazioni che ripagano l’impegno profuso.

Ai nostri lettori l’augurio di non smettere mai di interrogarsi, di guardare oltre ciò che è già conosciuto e di vivere ogni tappa del proprio percorso come un’opportunità di crescita. Perché la ricerca, prima ancora di essere un metodo, è un modo di guardare al futuro.

Mariachiara Regolo, allieva SSC UniCT

E dunque la Scuola Superiore di Catania?

La formazione d’eccellenza è uno degli asset principali della Scuola Superiore di Catania. Gli allievi, in parallelo alle lezioni all’università, seguono in loco i corsi specialistici e vivono occasioni di formazione uniche. 

Opportunità

Sono frequenti le possibilità per gli allievi di conoscere personaggi del mondo della cultura e della scienza, oltre che menti brillanti del mondo accademico, italiano e internazionale, e poter con loro dialogare direttamente attraverso interviste, colloquia, attività redazionali. 

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