Giorno 18 Dicembre 2025, i SuperTalks della Scuola Superiore dell’Università di Catania tornano con il quinto appuntamento nel cuore della città, presso lo storico Teatro Sangiorgi di Catania. Inquadrati all’interno del progetto SAFI3 – finanziato con fondi PNRR – i SuperTalks consistono in eventi culturali che vedono la partecipazione di ospiti afferenti a diversi ambiti disciplinari, dalla letteratura alla politica, dal giornalismo all’economia, ed ora anche alla fisica: Massimo Temporelli, fisico e divulgatore.
L’ospite ha guidato il pubblico attraverso un dialogo stimolante verso una nuova consapevolezza, alla luce della quale interpretare il passato, il presente e il futuro: l’uomo è non solo natura, ma anche e soprattutto tecnologia.
Dalla selce all'IA
Dopo i saluti istituzionali della Presidente della SSC, la prof.ssa Ida Nicotra, la quale volge innanzittutto suoi ringraziamenti a Giovanni Cultrera, sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, la parola passa a Massimo Temporelli che ripercorre i momenti chiave della storia dell’umanità, affermando che “l‘uomo emerge dalla relazione con le macchine“. Infatti, la tecnologia non si riduce soltanto alle innovazioni più recenti, come personal computer e smartphone, ma comprende tutte le attività materiali, ideate e impiegate dall’Uomo, finalizzate alla soluzione di problemi pratici.
E’ dunque tecnologia – la selce – impiegata nella preistoria per la sua durezza nella produzioni di armi e strumenti di lavoro, e ancora: il fuoco, la scrittura, la ruota, gli occhiali, la bicicletta, l’automobile, fino a giungere oggi all’intelligenza artificiale.
Tutti questi passaggi storici, sono fondamentali punti di svolta nell’evoluzione culturale dell’Uomo e delle società; passaggi grazie ai quali quest’ultimo si trova ai vertici della piramide alimentare, posizione che certamente non spetterebbe all’Uomo se ne considerassimo la sola biologia.
Dinanzi alla diffusa convinzione secondo cui “la tecnologia disumanizza”, riscopriamo invece che “la tecnologia umanizza l’uomo”, visto che ne influenza la visione del mondo e lo stile di vita in maniera incontrovertibile.
Inoltre, tali cambiamenti avvengono rapidamente. A titolo di esempio, Temporelli immagina di invitare sul palco accanto a lui un suo eroe, Isaac Newton, e spiega come il povero Isaac ne morirebbe: entrando in sala con la sua parrucca incipriata e i suoi calzoni corti al ginocchio (di gran moda nel XVII-XVIII secolo) sentirebbe la voce del fisico rimbombare da ogni angolo, ascoltando informazioni pronunciate troppo velocemente rispetto a come egli è abituato ad assimilarle, potrebbe scambiare Temporelli per Dio!
Diversamente, invece, se si invitassero sul palco due rinoceronti distanti molti secoli, dopo pochi attimi risulterebbe difficile distinguerli tra loro. Nonostante Darwin spieghi come l’evoluzione riguardi ogni specie biologica, quella dell’Uomo avviene così velocemente da lasciare indietro senza fiato la biologia: l’Uomo è caratterizzato, e sarà sempre più caratterizzato, dalla tecnologia.
Tanti saperi, una sola cultura
In un mondo sempre più tecnologico l’Uomo dovrà ancora reinventarsi, e, dinanzi alla capacità delle macchine di occuparsi delle operazioni ripetitive, in quanto esprimibili tramite algoritmi, bisognerà invece dedicarsi alle attività di tipo intellettuale, che includono saper interrogare le macchine, comprenderne gli output, ottimizzare procedure e ideare nuovi strumenti e modalità sempre più utili ed efficienti.
Dunque, alla conoscenza verticale, intesa come puramente nozionistica e rigidamente settoriale bisogna privilegiare quella interdisciplinare, che l’ospite definisce come “sapersi spostare orizzontalmente attraverso i saperi“, visto che tante sono le aree disciplinari, ma tutte si raccordano nella composizione di un’unica Cultura; ne è prova – fa notare Temporelli – che un fisico solchi un palco originariamente pensato per attività artistiche ben lontane dal discutere di tecnologia per rivolgersi ad un pubblico profondamente variegato.
È proprio questo lo spirito dei SuperTalks: approfondire le tematiche di grandi attualità grazie ad un programma ricco ed eterogeneo, in cui ogni punto di vista sia un pezzo di un unico puzzle, quello umano.
Bisogna allora stimolare l’atteggiamento di esplorazione, l’audacia di mettersi in gioco e la contaminazione dei saperi sin dai banchi di scuola, promuovendo l’osservazione critica della realtà, non solo guardando al passato ma soprattutto studiando e comprendendo il mondo di oggi, con le sue complesse dinamiche ed intrecci in continua evoluzione.
Trasformazione: rischi e opportunità
La trasformazione indotta dal continuo potenziamento della tecnologia non è esente dal rischio che questo mutamento si risolva in negativo. Eppure, ricorda Temporelli, che definire cosa significhi “negativo” risulta complicato ai filosofi quanto ai fisici, e che in realtà ogni azione umana comprende il fattore rischio, la cui entità non è possibile determinare a priori.
E’ invece certo che rimanere immobili non sia mai la scelta giusta: l’Uomo in quanto “specie trasformativa” non può temere il cambiamento, altrimenti si ritroverebbe a “stagnare nella propria identità, nel proprio passato”. Ecco che allora il rischio più grande è non utilizzare la tecnologia, ponendosi troppe domande prima di sperimentarla.
E’ in quest’ottica che bisognerebbe guardare al futuro – rilette Temporelli – in particolare al momento in cui delegare alle macchine sempre più operazioni renderà molte professioni non più necessarie; in tal caso, risulterebbe inutile intestardirsi nel preservarne l’attività, seppur questa scelta possa risultare difficile e dolorosa.
Infatti, mentre alcuni impieghi umani saranno sostituiti dalle automazioni, molti saranno i ruoli lavorativi da inventare e ricoprire, e coloro che vedranno la loro attività tramontare, se adeguatamente formati ed assegnati ad una nuova occupazione, potranno essere parte fondamentale delle trasformazioni migliorative del futuro.
Allo speech di Temporelli segue un momento di stimolante dibattito, che vede intervenire la Presidente Ida Nicotra in merito all’ “ottimismo” della riflessione dell’ospite: non vi è infatti alcuna garanzia che il ruolo dell’Uomo rimanga sempre essenziale all’interno di un mondo sempre più tecnologico, e che tale innovazione sia effettivamente funzionale al miglioramento dello stile di vita di tutti.
Temporelli risponde però che, se c’è un’attività che è certamente prettamente umana, questa è la socialità, la condivisione con l’altro, e che la tecnologia propone la preziosa opportunità di liberare l’Uomo dagli impieghi più rognosi, così da disporre del tempo utile alla cura e alla scoperta della vita; e seppur non vi sia alcuna certezza che questa sarà l’evoluzione concreta della realtà, tale speranza è fondata: si pensi all’avvicinamento delle persone attraverso i social network, alle nuove possibilità organizzative inaugurate dalle modalità di smart working e all’utilità di materiali didattici, in formato video o letture digitali, impiegate per nuove metodologie didattiche come la flipped-classroom, così che il docente possa impiegare il proprio tempo non più soltanto per esporre contenuti, ma adesso anche per ascoltare e discutere con i propri studenti.

Giulia Aloisi, allieva SSC UniCT
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